Assedio Giapponese a San Daniele del Friuli

Poligono Giapponese – Reynoutria japonica

Niente paura non parliamo di guerre mondiali o di flotte di visitatori con gli occhi a mandorla, ma bensi di un qualcosa di molto pericoloso e invasivo : della pianta “Killer” per eccellenza, trattasi del Poligono Giapponese, pianta invasiva alta quanto un uomo e resistente a tutte le intemperie, in Inghilterra una coppia è stata costretta a demolire la casa dopo l’invasione del Poligono Giapponese, e se la sfalci i rizomi della pianta si riproducono in un batter d’occhio.

vista dal semaforo in via gemona

Importata in Inghilterra negli anni 20 come pianta ornamentale è sfuggita al controllo e si sta allargando a macchia d’olio in tutta l’Europa, in Lombardia alle porte di Milano è già emergenza e non ce modo di sradicarla visto che le sue radici sono profonde più di 3 metri.

lato prosciuttificio Picaron, Nord san Daniele

Ama il clima umido e temperato, ecco l’habitat adatto è proprio il nostro bel comune, dove si è impossessata del lato nord dove per intenderci ce la “Comet Vignuda” e il semaforo che porta a Ragogna, tra un po il comune come ogni anno pochi giorni prima di aria di festa chiederà agli operai comunali con cesoie e decespugliatori di far fuori questa pianta….ma come don chisciotte con i mulini a vento, il risultato sarà perfetto : operai esausti e pianta perfetta, tagliuzzata e rigogliosa come non mai, oramai anno dopo anno la crescita esponenziale di questa pianta invasiva e trasformatrice vincerà la sua battaglia a non fare crescere accanto a se niente, nemmeno l’erba: è lei la padrona incontrastata.

zona semaforo

Da quello che ne so oltre alla zona “semaforo nord San Daniele del Friuli” è già ben visibile in zona Tagliamento a Villuzza e io personalmente lò vista rigogliosa nel comune di Rive D’arcano, nei prati vicino al castello. E il comune di San Daniele cosa fa per combattere questa problematica che con il tempo diverrà una minaccia vera e propria ?

Molto probabilmente a parte mandare qualche operaio a giugno nel vano tentativo di estirparla, non farà niente, per svariati motivi, in primis non so nemmeno se conosca questo problema, poi visto le spese necessarie per affrontare questa pianta si limiterà a minimizzare il problema mettendolo in secondo piano, ci sono cose più importanti dirà. Il teatro, il centro anziani, la viabilità, il centro che si svuota e i parcheggi selvaggi sulle scale del Duomo…. ma vorrei vedere il sindaco e gli assessori con questa pianta nel loro giardino ancorata a 3 metri sotto terra con che occhi la guarderebbero: come una risorsa per il comune o come una pericolosa realtà da limitare o debellare ? anche se in tasca non viene niente e sarà da spendere soldi è meglio cominciare subito ad aprire gli occhi e le orecchie e far qualcosa per il nostro benamato comune ben visto in tutto il mondo per i prosciutti e non per il Poligono “Killer” Giapponese.

Attenzione signori e signore la biodiversità e la globalizzazione ci farà passare brutti momenti, questa pianta sta invadendo un paese dopo l’altro in un scenario quasi apocalittico che supera la fantascienza. Le case in vendita in altri paesi sono svalutate di 40 mila euro solo perché ce questa pianta nel loro giardino.

Non solo flora ma anche fauna, vedi cimici varie, tarli asiatici, zecche portatrici di malattie gravissime, cerambice dalle lunghe antenne che stanno distruggendo i nostri boschi, ecc.. siamo assaliti a 360 gradi e sicuramente ne vedremo ancora delle belle.

Non dimentichiamoci della robinia pseudoacacia che vincendo la competizione con le altre piante è regina dei nostri boschi collinari, soprattutto a dispetto delle nostre specie autoctone, ailanto già molto numeroso a san tomaso di Majano e personalmente visto molte volte a Osoppo paese delle orchidee, tutte piante da estirpare senza rimorso.. ecc…..

Concludo questo tedioso e monotono articoletto dicendo che sarebbe opportuno non tenere piante esotiche o animali esotici in casa, forse è un pensiero razzista e egoistico, ma se il nemico si trova bene tra noi, noi abbiamo grossi problemi a liberaci di lui.

Alla Prossima.

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